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La Storia

 

PietralungaBenvenuti a Pietralunga piccola cittadina e grande comune dell’Umbria. Piccola perché conta 2300 abitanti, di cui 1700 nel centro del paese e la sua immediata periferia e 600 nelle frazioni sparse per il nostro grande territorio, infatti Pietralunga è uno dei più grandi comuni dell’Umbria per la sua estensione territoriale di 140, 24 km². Posta a 566 metri s.l.m su una gradevole collina preappenninica a ridosso dell’ Appennino umbro-marchigiano, si trova nell’Alta Valle del Tevere o meglio ancora nella Valle del Carpina, affluente di sinistra del Tevere, che nasce nel territorio di Pietralunga, bagna il comune di Montone e si congiunge col Tevere all’altezza di Umbertide.

Socio dal 2013 della Associazione Borghi autentici, il nostro paese presenta numerosi motivi di interesse sia storico-culturale che naturalistico-ambientale, da rispettare e promuovere quali forma di vita tipica e autentica. Data la sua posizione geografica, dista circa 20 km dalle più grandi cittadine limitrofe, come Gubbio e Città di Castello, è un paese vivo, dove diventa importante portare alla luce e far conoscere alle persone, le attività, i laboratori artigianali, la nostra bella e ricca natura, i nostri prodotti tipici e la nostra storia.

Come abbiamo detto, il nostro paese presenta numerosi motivi di interesse sia storico che naturalistico-ambientale. Caratteristico ed affascinante è l’aspetto del centro storico: Borgo medievale raccolto nella parte degradante della collina, verso il torrente Carpinella, dalle cinta murarie che ancora intatte e protetto nella parte più alta dalla imponente torre pentagonale, torre di difesa, comunemente detta Rocca. Vi è un dislivello dal lato nord a quello sud delle mura urbane di 40/50 metri.

Pietralunga ha origini preistoriche di ciò ne è testimonianza il flauto su tibia umana conservato presso il Museo archeologico di Perugia, i vari castellieri sparsi nel territorio, più di 80, ed i ritrovamenti di materiale litico e fittile.

La fondazione del centro urbano col nome di Tufi(ernu), tuttavia la si fa risalire al popolo Umbro.

Nel periodo romano – il più florido – è conosciuta col nome di Forum Julii Concupiensium. Di questo periodo restano significative testimonianze, come ville, acquedotti, monete e importanti strade (diverticula) con tratti interamente basolati

Il più importante di questi è il diverticolum (strada romana) che collegava l’alta Umbria (Città di Castello, Gubbio e Perugia), attraverso Pietralunga, alla via consolare Flaminia in pros­simità di Cagli, se ne conserva un tratto lastricato con basoli di arenaria, lungo m. 300 e largo m. 4.30.

Il territorio pietralunghese è stato testimone anche della affermazione del cristianesimo in Alto Tevere; di ciò fanno fede le vicende di San Crescienziano, un legionario romano al quale la leggenda sacra attribuisce l’uccisione di un drago che infestava le nostre zone alle porte di Tiferno (Città di Castello). Crescenziano, messaggero della nuova dottrina, venne decapitato e sepolto a Pieve de’ Saddi, la più antica pieve della diocesi, che si trova a circa 10 km dal centro del paese ai confini con il comune di Città di Castello, dove, a ricordo, sopra le vestigia di un preesistente tempio pagano, venne edificata una chiesa, per accogliere le spoglie del martire.

Distrutta durante le invasioni barbariche, Pietralunga venne riedificata tra il VI secolo e l’VIII secolo d.C. sull’odierno colle, posizione strategica ed avanzata, al limite della frontiera con il dominio bizantino (corridoio) ubicata al centro del raccordo di due importanti tracciati stradali, da est ad ovest, il più importante percorso di crinale che in quel tempo collegava direttamente Arezzo e Tiferno a Gubbio e da sud a nord, l’itinerario alternativo alla Flaminia. Queste vie di comunicazione venivano protette mediante fortificazioni, munite di torri di avvistamento e di difesa. Solidificato il primo maniero di epoca longobarda, Pietralunga si trasformò in borgo fortificato, accogliendo numerosi abitanti e assumendo le forme di una vera cittadella.

Con l’andare del tempo il territorio pietralunghese divenne una terra popolata e florida ed il nome della città venne mutato in Pratalonga (Leonardo in volgare la chiamava PRATOMAGNO) dai pingui ed estesi pascoli che la circondavano.

  • Più recente

Il 7 maggio1944, Pietralunga subiva un disastroso rastrellamento, che culminava con la fucilazione di cinque ragazzi nella piazza centrale del paese.

Pietralunga è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, a cui è stata assegnata la Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici della sua popolazione e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale ecco perché è anche sede del Monumento regionale al partigiano umbro, posto nel parco della pace.

Zona Libera di Pietralunga

L’8 settembre 1943, presso il voc. San Salvatore, e il 13 settembre1943, in loc. San Faustino del Comune di Pietralunga, si costituivano i nuclei di resistenza ai nazi-fascisti. Dai primi nuclei nasceva una Brigata organizzata, in seguito denominata Brigata Proletaria d’urto San Faustino. Dopo un inverno di resistenza e vari scontri militari, finalmente il 30 aprile1944, la Brigata occupava la caserma dei Repubblichini di Pietralunga e dichiarava Pietralunga Zona libera insediando di nuovo il sindaco Luigi Pauselli, cacciato dai Fascisti nell’aprile del 1921, festeggiando nella massima libertà, dopo 23 anni, la festa del 1º maggio. Dopo questa data, il 7 maggio1944, Pietralunga subiva un disastroso rastrellamento, che culminava con la fucilazione di sette ragazzi nella piazza centrale del paese e con quella, il 9 maggio1944 a Città di Castello, senza processo, del martire della resistenza Venanzio Gabriotti. Il territorio diveniva teatro di sanguinosi scontri, tra alleati e partigiani da una parte, e nazi-fascisti dall’altra, con devastazioni e perdite umane anche tra i civili, sino alla definitiva liberazione avvenuta il 29 luglio1944. Durante la prima guerra mondiale (19151918) oltre cento cittadini pietralunghesi perirono per il bene e la difesa della patria. A ricordo la popolazione ed il Comune eressero un monumento al centro dei giardini nella piazza principale.

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