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Territorio di Pietralunga

Territorio di PIETRALUNGA:
il bosco dei profumi, la valle dei colori.

pietralunga10Il borgo di Pietralunga è adagiato alla sommità di un colle affacciato sulla Valle della Carpinella, nella fascia interna dell’Appennino Umbro-Marchigiano, fra l’Alta Valle del Tevere e la dorsale della Serra di Burano. Caratteristica saliente di questo territorio è l’interminabile susseguirsi di colline che, prima di raggiungere lo spartiacque appenninico, si scompaginano in tortuose vallate, dove fitti boschi di cerro e roverella rivestono non solo le pendici ma anche i fondovalle, dando l’impressione di un paesaggio primordiale.
La suggestione dei luoghi, la loro lontananza spaziale e temporale dal caos della vita moderna, è testimoniata da una densità di popolazione fra le più basse in Umbria: appena 2300 abitanti su un territorio di oltre 140 kmq., con un insediamento abitativo capillarmente diffuso; ogni collina ospita infatti uno o più casolari in pietra, spesso affiancati da una piccola chiesa. Tale tipo di insediamento ha origini antichissime: si fa risalire addirittura all’Età del Bronzo, quando i pastori nomadi della Comunità Appenninica eressero sulla cima dei colli primitive roccaforti, i castellieri (ancora oggi, nel territorio di Pietralunga, se ne contano ben 46).
Questo sistema abitativo “a case sparse” si è protratto fino ai giorno nostri, subendo un colpo decisivo tra il 1960 ed il 1970, con il grande esodo delle campagne verso la Valle del Tevere e verso l’estero: il numero degli abitanti scende da 6.000 agli attuali 2.300, e numerosi poderi vengono abbandonati (il centro abitato tuttavia non subisce perdite, anzi si ingrandisce ed arricchisce di attività commerciali ed artigianali). Il più evidente risultato di questo sconvolgimento epocale è l’ampliamento della Foresta demaniale di Pietralunga-Bocca Serriola, che ingloba gran parte dei poderi abbandonati, raggiungendo la dimensione attuale di oltre 10.000 ettari. Oggi costituisce il principale polmone verde della nostra regione e, alla luce delle attuali tendenze dei turisti italiani e stranieri (sempre più alla ricerca di bellezze paesaggistiche e di casolari fuori dai consueti ed affollati circuiti), sta pian piano diventando la risorsa più importante per gli abitanti locali.
I vecchi poderi abbandonati, rimessi a nuovo, sono diventati il fulcro di questa nuova tendenza: agriturismi, country-house e locande di campagna, in estate, così come nei fine settimana in primavera ed in autunno, si trasformano nella meta preferita di escursionisti e buongustai alla ricerca dei prodotti di qualità che il nostro territorio offre generosamente: le carni, i salumi, i frutti di bosco, i funghi, ed il più straordinario prodotto naturale della nostra regione, il tartufo bianco.
Ogni anno, nel mese di Ottobre, la Mostra-mercato del Tartufo e della Patata Bianca, convoglia migliaia di persone nei vicoli del borgo antico di Pietralunga, per degustare i più interessanti prodotti gastronomici di quest’area incontaminata (per informazioni Comune di Pietralunga 075.9460296).
Ma oltre che per i suoi pregiati profumi, la Foresta di Pietralunga è famosa per un altro aspetto “sensoriale”: i colori che tra ottobre e novembre assumono le foglie nei boschi misti: dal giallo di querce, carpini e faggi, al rosso di aceri e sorbi, al vermiglio di rovi e sanguinelli, fino al vinaccia degli ornielli. Così la Valle del Carpina, immersa nelle sgargianti tinte di questa foresta, ha guadagnato l’appellativo di Valle dei colori, e propone ai suoi increduli visitatori, unica in Italia, la pratica del leaf peeping, ovvero l’osservazione della Natura dal buco della serratura, passeggiate guidate alla ricerca dei più bei colori autunnali.
L’appellativo di Valle dei colori ha tuttavia, anch’esso origini storiche: in epoca rinascimentale (XVI-XVIII secolo d.C.), gli innumerevoli mulini che costellano il tortuoso corso dei torrenti Carpina e Carpinella provvedevano, oltre a macinare i cereali, all’antica lavorazione di piante tintorie (in particolare il guado, da cui si otteneva il colore indaco) per l’industria tessile della vicina Firenze.
Oasi di pace, rifugio per gli animi sensibili, la valle del Carpina attira a sé senza fatica, semplicemente esibendo sé stessa. Uno scenario quasi fiabesco: colline che si rincorrono, vallate che si aprono e si chiudono, in una continua scoperta per il visitatore curioso di addentrarsi in un mondo naturale d’altri tempi. Mentre, in ogni stagione, i vicoli del piccolo borgo di Pietralunga si animano di curiosi e buongustai alla ricerca di prodotti tipici artigianali e gastronomici: ferro battuto, terrecotte, salumi, frutti di bosco, e sua maestà, il tartufo bianco.